Domande sulle Cellule
staminali
1 - COSA SONO LE CELLULE
STAMINALI?
Sono cellule che hanno due
caratteristiche: si moltiplicano in modo illimitato o
prolungato, cioè si riproducono a lungo senza differenziarsi
(cioè restando staminali). Inoltre hanno la capacità di dare
origine a cellule progenitrici dalle quali discendono le
cellule differenziate (nervose, muscolari, del sangue, della
pelle etc.)
2 - UNA CELLULA STAMINALE PUO’ PRODURRE QUALSIASI TESSUTO?
Ci sono cellule staminali, (chiamate totipotenti) che in
linea di principio, sono in grado di dare origine a
qualsiasi tessuto e vi sono cellule staminali (c.d.
multipotenti) dalle quali normalmente si formano solo alcuni
tipi di tessuti. Vi sono poi cellule progenitrici di un
unico tipo di tessuto.
3 - DOVE SI TROVANO LE CELLULE
STAMINALI TOTIPOTENTI?
Per definizione sono totipotenti le cellule dell’embrione
prima della formazione dei tre “foglietti embrionali”, ciò
che avviene verso il 14° giorno. Esse (cellule staminali
embrionali) vengono fino ad ora isolate dalla massa
cellulare interna dell’embrione intorno al 5° giorno, quando
l’embrione prende il nome di blastocisti.
4 - E’ INEVITABILE CHE L’ EMBRIONE MUOIA?
Con la tecnica attualmente
disponibile (immunomicrochirurgia) il prelievo delle cellule
staminali dalla massa cellulare materna dell’embrione ne
provoca la distruzione. Le cellule così prelevate, coltivate
in vitro, danno origine alle cellule staminali embrionali in
numero rilevante.
5 - COME SI PENSA DI OTTENERE TESSUTI DA QUESTE CELLULE?
Le cellule embrionali non sono
idonee per un trapianto. Perciò occorre indurre le cellule
staminali a differenziarsi secondo linee specifiche. Ciò è
oggetto di studio intenso per individuare quali fattori di
crescita siano in grado di provocare una differenziazione
selettiva.
6 - SI POSSONO TROVARE CELLULE STAMINALI ANCHE NELL’UOMO O
NELL’EMBRIONE DOPO IL 14° GIORNO?
Sì. Cellule staminali
multipotenti (o pluripotenti) possono essere isolate da vari
tessuti umani, sia provenienti dall’embrione dopo
l’impianto, sia dal già nato. Ad esempio possono essere
trovate nel midollo osseo, nel sangue del cordone
ombelicale, nel fegato, nel muscolo. Il loro isolamento non
è sempre facile a motivo della commistione con altri tipi di
cellule o della scarsa disponibilità di alcuni tessuti o
organi. Particolarmente promettente come sorgente di cellule
staminali pluripotenti appare essere il materiale isolato
dal cordone ombelicale al momento del parto o dal midollo
osseo dell’adulto, a motivo della loro più facile
reperibilità.
7 - E’ POSSIBILE TRASFORMARE
UNA CELLULA STAMINALE DA PRECURSORE DI UN CERTO TIPO DI
TESSUTO A PRECURSORE DI UN ALTRO TIPO DI TESSUTO?
Fino a pochi anni fa ciò era
ritenuto impossibile. Le più recenti scoperte hanno invece
mostrato che le cellule staminali dell’adulto posseggono un
certo grado di plasticità, cioè di riprogrammabilità. E’
stato cioè possibile in alcuni casi convertire il destino di
una cellula staminale da un tipo di tessuto ad un altro.
8 - COSA VUOL DIRE CLONAZIONE?
Clonazione è qualunque
processo biotecnologico che porta alla duplicazione di una
struttura biologica. E’ possibile clonare delle cellule
facendole dividere fino a raggiungere il numero desiderato
(cultura cellulare). Questo non presenta alcun problema
etico: cellule del sangue o di altri tessuti vengono
abitualmente clonate in molti laboratori per scopi
diagnostici o terapeutici.
Da qualche anno è anche possibile riprodurre per clonazione
interi organismi di animali. L’esempio più noto è stato la
pecora Dolly. Se applicata all’uomo la clonazione di un
organismo genera un embrione umano non secondo il naturale
processo di fertilizzazione, ma attraverso il trasferimento
del nucleo di una cellula somatica del paziente in una
cellula uovo di donatrici privata del nucleo. L’embrione
così generato in laboratorio verrebbe distrutto al 5° giorno
del suo inizio per ottenere una cultura di cellule staminali
cosiddette “autologhe” cioè compatibili con il corpo del
paziente.
Così è chiaro che l’ embrione
è prodotto per essere ucciso. La c.d. clonazione terapeutica
non è altro che una clonazione anch’essa inevitabilmente
riproduttiva, ma con l’uccisione dell’embrione come pure per
realizzare una possibile terapia in favore dell’adulto.
9 - SI PARLA DI UNA VIA ITALIANA CHE NON DETERMINEREBBE NE’
LA FORMAZIONE NE’ LA MORTE DI UN EMBRIONE. E’ VERO?
Qualcuno ha ipotizzato che sia
possibile trasferire il nucleo di una cellula somatica in
una cellula uovo denucleata facendola sviluppare
direttamente in una cellula di tipo staminale totipotente
senza passare attraverso lo sviluppo embrionale. In altri
termini alcuni pensano che sia possibile produrre
direttamente solo la cellula staminale e non un embrione da
cui togliere cellule staminali. Allo stadio attuale delle
conoscenze scientifiche ciò non appare possibile.
Naturalmente non si può escludere niente per il futuro, ma
allo stato la cosiddetta “via italiana” ha tutto il sapore
di un linguaggio da inserire nel vocabolario dell’
“antilingua”. In effetti il presupposto inespresso della
c.d. “via italiana”, così come del resto della distinzione
tra “clonazione terapeutica” e “clonazione riproduttiva”, è
la surrettizia distinzione tra pre-embrione (ritenuto un
ammasso di cellule, non un essere umano) ed embrione vero e
proprio.
(da Sì alla vita – marzo 2001)