iltelaio.org / politiche familiari  

 

 

vita in famiglia

 

scuola

 

politiche familiari

 

scuola

 

home|associazioni| forum nazionale servizi per famiglie 

  

 

 

 

 

   

   
 

Dibattito sugli effetti della Finanziaria nelle politiche familiari al convegno organizzato dalla Fondazione Gorrieri Al centro le anomalie del Welfare italiano

Monito di Napolitano: per le famiglie italiane c’è carenza di servizi

Appello del capo dello Stato per sostenere la natalità e aiutare i nuclei con più figli Il ministro Bindi: «Vero, siamo il fanalino di coda in Europa»

Diego Motta da Avvenire del 8 ottobre 2006

Mentre ancora si fanno i conti per capire quali effetti avrà la Finanziaria sui bilanci delle famiglie italiane, irrompe nel dibattito il messaggio inviato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al convegno organizzato sul tema, a Modena, dalla Fondazione Gorrieri. Parole che non lasciano margini di interpretazione. «La carenza di servizi a sostegno delle famiglie con figli - afferma Napolitano - è una delle ragioni, anche se certo non la sola, che spiegano il basso tasso di natalità italiano. La bassa natalità ha non solo e non tanto conseguenze negative in termine di prospettive economiche per un sistema Paese, ma costituisce soprattutto un obiettivo segnale di malessere di una comunità umana». Napolitano cita l'articolo 31 della Costituzione, secondo cui la famiglia «viene agevolata da provvidenze economiche con particolare riguardo alle famiglie numerose» e giunge a delle conclusioni nette: servono «adeguati supporti da parte di servizi pubblici» e «opportune compensazioni in termini di trasferimento di reddito» per evitare che chi ha figli sia discriminato rispetto a chi non ne ha, mentre una particolare attenzione va data ai nuclei familiari numerosi e non benestanti.
In Italia il 40% della popolazione vive in famiglie con minori. Prima della Finanziaria, al sostegno delle famiglie con figli andavano circa 12 miliardi di euro, tra deduzioni fiscali e assegni al nucleo familiare. Ora i miliardi sono passati a 15, di cui 8,5 per detrazioni d'imposta (che hanno sostituito le deduzioni) e 6,5 per assegni familiari.
Basta tutto questo per dire che le politiche familiari funzionano? No. «Il nostro Paese su questo versante resta fanalino di coda in Europa - ha ammesso il ministro delle Politiche per la famiglia Rosy Bindi -. Sono consapevole dei limiti che ci sono, ma penso che quanto fatto non sia cosa da poco». Una risposta diretta alle osservazioni critiche rivolte all'esecutivo da diversi addetti ai lavori, certo non ostili pregiudizialmente a questa maggioranza. Secondo Chiara Saraceno, sociologa dell'Università di Torino, permangono diverse anomalie nel sistema di welfare italiano, con dirette conseguenze sulle politiche per la famiglia. «L'assegno al nucleo familiare è basato sì sul reddito familiare - spiega - ma destinato solo a chi ha un reddito prevalentemente da lavoro dipendente ed esclude chi non ha un reddito regolare, come gli atipici». L'Italia è poi tra i Paesi dell'Ue che spendono meno e hanno più povertà minorile. Sono lontani sia il modello francese, che prevede politiche di tipo natalista, sia quello scandinavo basato sulle politiche di cittadinanza e di pari opportunità. L'obiettivo, secondo l'analisi del professor Paolo Bosi, economista dell'Università di Modena, deve essere «la definizione al più presto di un patto intergenerazionale, che consenta tra l'altro un contrasto attivo alla povertà». Strumenti come il reddito minimo d'inserimento sono importanti, ma prioritario è soprattutto individuare il giusto mix di ricette per venire incontro alle mutate esigenze delle famiglie italiane.
Qui si apre il discorso relativo alle rivendicazioni intorno ai provvedimenti varati dal governo. Per Bosi «grazie all'utilizzo delle detrazioni al posto delle deduzioni, alla fine ci sarà un aumento medio di 283 euro per figlio e un sistema più trasparente. Però la riforma non affronta il problema dell'incapienza», di chi non ha alcun reddito. «Vorrei che se si correggesse la manovra, si cominciasse a farlo proprio dai più poveri e dai non autosufficienti - ha sottolineato la Bindi - invece le preoccupazioni di questi giorni vanno in tutt'altra direzione, come dimostra il dibattito sul ceto medio». Dove occorre fare di più è senza dubbio nel disegno degli istituti di sostegno alle famiglie, visto che i provvedimenti ancora una volta sono rimasti appannaggio dei lavoratori dipendenti, senza coinvolgere l'universalità della popolazione: invece asili nido, servizi di assistenza, politiche di conciliazione meritano risorse e riflessioni approfondite. Anche per questo, l'appello di Napolitano non va fatto cadere nel vuoto.

 

 

Il commento di Giuliano Ferrara
Tratto da Il Foglio del 9 ottobre 2006

Non credo, signor presidente della Repubblica, che il problema dei problemi, parlando della denatalità, sia quello dei servizi che mancano e dei trasferimenti di reddito a sostegno della famiglia. Il servizio serve, direbbe Totò, e un reddito familiare più cospicuo è un buon incentivo.

Ma senza evocare spiriti apocalittici, c'è chiaramente dell'altro. Lei poi questo lo riconosce, ma sceglie di far titolo su servizi e redditi, perché non si deve violare, e capisco anche la sua prudenza, il tabù dei tabù. I figli si fanno poco perché si pensa molto a se stessi, e il se stessi a cui si pensa è un se stessi senza progenie e senza futuro. Un se stessi allocato nel presente, dimentico del tempo passato e del tempo a venire. Un se stessi riassunto dalla folgorante battuta di Woody Allen in Scoop: «Sì, sono nato di confessione ebraica, ma più tardi mi sono convertito al narcisismo».

Moralismo? Lamento occidentalista? Valorismo neocristiano? Neanche per sogno. Ragiono a freddo, calcolo a freddo, per quanto posso. Sono un maschio senza figli, per esempio, perché nel mio tempo i figli non erano contemplati come necessità culturale, come culto dell'origine, come creazionismo e senso del mistero. Erano considerati una variante dell'organizzazione sociale matura, capitalistica o socialista poco importa, una pezzatura possibile ma casuale dell'evoluzione. Averli da giovani era una scelta demografica qualunque, e anche molto rischiosa per il destino personale e del gruppo a cui appartenevi, non una dolce vocazione senza pretese pedagogiche alla paternità e alla maternità.

La famiglia ha perso stabilità con il divorzio, vogliamo dirlo?, e trent'anni dopo nel mio ceto, nei licei classici romani, i figli di coppie regolarmente unite sono mosche bianche. L'ideologia dei diritti ha i suoi costi, è un dato obiettivo, e cancella il senso dei doveri naturali, ti rende libero in senso totale, assoluto, libero di annullare la tua specie. Ora è una corsa morbosa ai surrogati, in vitro o adottivi, ma è la corsa dei disperati, sebbene i sentimenti di mancata filiazione siano tutti e sempre rispettabili, sebbene certo i diritti siano un gigantesco problema nel senso che devono divenire compatibili con una buona vita, non possono essere rinnegati con un tratto di ideologia e un bandire moralisticamente i valori.

Lo stesso vale per l'aborto. Il diritto di aver figli, quando e come si vuole e a qualunque prezzo, è il rovescio speculare del diritto di non averli. Mancano quelle cose se vuole banali, caro presidente, di cui parlano i preti, i filosofi e i politici conservatori: il senso dell'attesa, del dono e della stuporosa necessità, al posto della fabbricazione della specie. Manca la virtù, viviamo dopo la virtù, come dice Alastair McIntyre, la manliness è degradata a vizio, come dice Harvey Mansfield, la femminilità si confonde con la beauty farm di ogni angolo di strada, con la fitness. Ripeto: non è moralismo del nonno, per quanto il nonno sia pure lui rispettabile. Perché alla fine non so immaginare un mondo diverso da questo, e che non sia puro regresso, e nella piccola apocalissi del tempo moderno in tanti ci troviamo in fondo assai bene, benone, mica male. Poi uno trova la sua via di espiazione nei rapporti umani, nella politica, nella cultura, nel pensiero di quel che non è e non sarà per la semplice ragione che non è stato.

Ma è insano saltare la questione con l'asta o l'assicella del pensiero positivo. Non è dagli asili nido o dai matrimoni omosessuali o dalla cultura metrosexual che verrà quella strana carica di amore e insieme di egoismo di specie che ha consentito al nostro genere di sopravvivere alla peste, alle cattive maniere d'antan, alle oppressioni sociali, nella sicurezza che al di là di tutto c'era l'atto naturale di aver figli, per quanto sfortunati e in attesa di un destino benevolo, come testimonianze del continuum, se non vogliamo tirare in ballo quella speranza di cui si abusa spesso nel linguaggio e nel sentimento della realtà. Lo sa anche lei, caro presidente, i figli sono un controsenso, letteralmente, rispetto al nostro modo di vivere e alla sua direzione, per questo se ne fanno troppo pochi per sopravvivere come identità, come cultura. L'assenza di bambini tra di noi è diventata uno spettacolo, e la presenza formicolante di bambini nel mondo terzo è uno spettacolo anch'essa, il teatro dell'arcaico, di usi e costumi superati, o almeno così noi la sentiamo.

Dopodiché non è detto che le cose andranno come le immagina Cormack McCarthy nel suo ultimo romanzo, The Road. Sebbene il sospetto che il mondo abbia già perso i suoi colori e stia diventano o sia già diventato una palla cinerea, e che l'ultima lattina di Coca Cola passata da un anonimo padre a un anonimo figlio in cerca di niente, forti solo di amore e di stupefazione ("frizza" dice il bambino), sia davvero l'ultima, bè, questo sospetto è meglio della litania sulla mancanza di asili nido e sulla imprescindibile necessità di politiche per la famiglia. Quale famiglia? Dove? Come giustificata? Sostenuta da quale intuzione della vita, insomma, da quale fede?

 

Giuliano Ferrara

 
 

 

    

     
     

chi siamo|associazioni| forum nazionale servizi per famiglie  |Link |contatti 

 
Iltelaio.org sito del Forum delle Associazioni Familiari del Lazio
sede Via in Miranda 1 (via dei Fori Imperiali) 00186 Roma
tel. 06.69.20.22.22 - fax  06.67.88.403
Presidente: Ciro Intino
Webmaster: Luca Pasquale
Sito web realizzato da Microfluid srl - Roma -  info@microfluid.com