L'umanità ferita
Reazioni positive al
messaggio del Papa a conclusione dell'anno europeo delle persone disabili
In occasione della conclusione dell'Anno
europeo delle persone disabili, il Santo Padre ha offerto alla Chiesa una
importante meditazione, inviando un messaggio al Simposio internazionale
su "Dignità e diritti della persona con handicap mentale", organizzato
dalla Congregazione per la dottrina della fede.
La ricchezza della persona con disabilità
sfida continuamente la Chiesa e la società e le chiama ad aprirsi al
mistero che essa presenta.
Un mistero che si comprende adeguatamente
all'interno dell'antropologia cristiana. La persona disabile, anche quando
risulta ferita nella mente o nelle sue capacità sensoriali e intellettive,
è un soggetto pienamente umano, con i diritti sacri e inalienabili propri
di ogni creatura umana "L'essere umano, ricorda Giovanni Paolo II,
indipendentemente dalle condizioni in cui si svolge la sua vita e dalle
capacità che può esprimere, possiede una dignità unica ed un valore
singolare a partire dell'inizio della sua esistenza sino al momento della
morte naturale".
Le ferite nella mente e nel corpo sono
come zone oscure e ignote della realtà umana; tuttavia proprio nelle
situazioni più difficili e inquietanti emerge la dignità e la grandezza
dell'essere umano.
"L'umanità ferita del disabile – scrive
ancora il Papa - ci sfida a riconoscere, accogliere e promuovere in
ciascuno di questi nostri fratelli e sorelle il valore incomparabile
dell'essere umano creato da Dio per essere figlio nel Figlio". La
disabilità non è un castigo, ma un luogo privilegiato che Dio
misteriosamente sceglie per manifestare il suo amore.
Il disabile non è semplicemente colui che
ha bisogno di tutti e di tutto, ma, innanzitutto, è una persona che
obbliga ad una relazione con lui più profonda e più vera. Attraverso di
lui ciascuno entra in una relazione nuova con la vita, sperimentando che
essa ha valore non per quello che può fare, ma per il fatto che esiste ed
è voluta da Dio.
Quando la persona disabile apre il suo
cuore, trasmette un messaggio di accoglienza, di bontà, di serenità, che
disarma l'uomo contemporaneo, il quale ha costruito barriere per paura
dell'altro. La persona con disabilità può rivelarsi "diversamente abile",
non solo nella capacità di toccare il cuore di chi è intorno, ma anche nel
realizzare obiettivi proporzionati alla sua realtà. Così può mostrare
energie e valori di grande utilità per l'intera umanità.
Inoltre, c'è da ricordare che la loro preghiera ha una forza del tutto
particolare: ad essa il Padre non dirà mai di no, perché Egli non può
dimenticare i suoi figli più buoni ed infelici.
La persona disabile ha i suoi diritti, il diritto alla vita, il diritto
della non discriminazione, il diritto della promozione della persona,
tenendo conto delle sue capacità e dei suoi limiti.
Sono i diritti dei più deboli, quelli
che, se riconosciuti, rivelano il progresso e la giustizia di una società.
"Al riconoscimento dei diritti – scrive ancora il Papa – deve seguire un
impegno sincero di tutti per creare condizioni concrete di vita, strutture
di sostegno, tutele giuridiche capaci di rispondere ai bisogni e alle
dinamiche di crescita della persona disabile e di coloro che condividono
la sua situazione, a partire dai suoi familiari".
Marco Doldi
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