TELEVISIONE E MINORI

UNO STUDIO SERIO IN VISTA DI PROPOSTE CONCRETE

Migliorare la qualità dei programmi per bambini, intervenire attivamente sulla programmazione tv cercando di tutelare i minori e mettere al bando la tv spazzatura. E' quanto cerca di fare l'AIART - Associazione spettatori - , preoccupata dalle palesi e quotidiane violazioni al codice di autoregolamentazione sulla tv e i minori, con un monitoraggio qualitativo che è partito in questi giorni. Una mano tesa anche alle emittenti televisive, per cercare di offrire ai più piccoli una buona televisione.

Il progetto avviato dall'Aiart assieme con la cattedra di Psicologia dello sviluppo dell'Università La Sapienza di Roma, verrà illustrato in una conferenza stampa martedì 18 marzo alle pre 12,00 presso la sede della FNSI in Corso Vittorio Emanuele II, 349.

Interverranno: Maurizio Gasparri, Ministro delle Comunicazioni, Marisa D'Alessio, Prof.ssa di Psicologia dello Sviluppo dell'Università La Sapienza di Roma, Mariapia Garavaglia, presidente naz. Aiart, Elisa Manna responsabile cultura del Censis. Modera Luca Borgomeo, Vicepresidente Nazionale Vicario dell'Aiart.

E' possibile partecipare al monitoraggio collegandosi al sito www.aiart.org

 

IL MONITORAGGIO

 I bambini tra i 3 e i 10 anni guardano in media la televisione per 2 ore e 40 minuti al giorno, e un 20% di essi arriva a guardarla per oltre 4 ore.

La televisione rappresenta perciò una parte consistente dell’esperienza quotidiana dei minori, che aggiungono i modelli e i comportamenti visti in TV alla loro valutazione della realtà.

Per questo motivo la qualità delle trasmissioni televisive deve essere costantemente monitorata, ed è fondamentale avviare una campagna di sensibilizzazione di genitori ed educatori.

L’Aiart - Associazione Spettatori -  ha avviato tale attività preliminare con la Cattedra di Psicologia dello Sviluppo della Professoressa Maria D’Alessio, dell’Università La Sapienza di Roma. Questo primo approccio non è un vero monitoraggio qualitativo, che necessita di strumenti scientifici e metodologie accurate, bensì uno stimolo ad interrogarsi sul tema della qualità delle trasmissioni televisive.

 Gli ambiti su cui si desidera concentrare l’attenzione sono:

 1) La televisione dei ragazzi: creta e rivolta ad un pubblico infantile, dai programmi di intrattenimento a quelli esplicitamente educativi. Essa, a seconda di come viene realizzata può costituire un valido strumento di arricchimento cognitivo e affettivo, oppure, al contrario, offrire concezioni false e persino violente della realtà.

 2) La televisione con i bambini: prevede la loro presenza all’interno di trasmissioni per adulti; spesso comporta che i bambini vengano solo strumentalizzati, ridicolizzati e usati per intrattenere gli adulti.

 3) La televisione per i bambini: tutto il resto della programmazione TV, che propone a tutti, e quindi anche ai bambini, valori e disvalori su famiglia e ruoli sessuali, influenza i più piccoli nei processi affettivi e di identificazione, mostrando gli aspetti più inquietanti della realtà e dei rapporti umani piuttosto che le risorse del contesto.

 

 

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