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  Gadget nelle merendine, trappole per i bambini

Come possiamo pensare che un bambino mangi in modo corretto se, nella sua vita, ha visto solo piatti pronti impacchettati, verdure surgelate, pomodori in scatola, carne a forma di polpetta e dolcetti in busta? Come possiamo sperare che ami mangiare il minestrone o la zuppa di legumi de lo lasciamo trascorrere ore ed ore davanti alla tv dove gli spot offrono zuccheri e grassi in quantità? Come possiamo immaginare che un figlio chieda una macedonia di frutta se, per lui, l’aranciata è solo una confezione di cartone? Come ci viene in mente di sognare che il bambino chieda carote, ravanelli o pomodori se non li ha mai toccati, tagliati o assaggiati? Se non è mai andato al mercato? La retorica delle domande è utile per ricordare quanti errori, involontariamente, si fanno ogni giorno con i più piccoli.
L’Italia del dopoguerra ha sopportato mamme apprensive che raddoppiavano le dosi nei piatti pur di vedere i figli in carne. La generazione dopo ha cominciato a "costruire" un menù quotidiano più equilibrato. Il passo successivo doveva essere l’evoluzione di questa consapevolezza. La cultura diffusa di un mangiare mediterraneo rispettoso delle regole della buona salute ma anche dei prodotti che fortunatamente il nostro Paese ci offre. C’è stata, invece, una brusca inversione di tendenza. Tanto che il ministro della Salute chiede alle famiglie di non lasciarsi sedurre da pupazzetti e gadget nascosti negli alimenti confezionati per bambini.
Oggi, la nostra battaglia, sta nel ridare agli alimenti il loro giusto ruolo. Dolcetti e stuzzichini non possono servire a «far star buoni» i figli. E’ il momento di interrompere l’abbinata tv-cibo, la correlazione cartoni animati-bevanda gassata-snack. Anche perché, l’intero pomeriggio televisivo, non fa che alimentare nei bambini il desiderio dei prodotti nati apposta per loro.
Per bilanciare il circuito virtuoso basterebbe portarli al mercato qualche volta, far vedere come sono fatti gli spinaci, i carciofi, le pere e le albicocche. Apparenti banalità che dovrebbero, ormai, appartenere alla nuova educazione in famiglia e a scuola. L’offerta, ormai, è tanta. Ai bambini vanno assolutamente dati gli strumenti per scegliere. Solo la conoscenza, la comparazione e la confidenza giocosa con i cibi possono permettere di sognare un adulto di domani che mangia frutta e verdura in abbondanza. Ma, quell’adulto prossimo venturo, oggi deve capire che la zucchina fatta a rondelle e impacchettata nasce nell’orto intera ed è verde. Vietare e demonizzare non ci aiuta ad avvicinare i bambini. Dosare e variare, invece sì. Non si può dire in assoluto no alla merendina, si può, però, alternare questa con un panino al prosciutto o al formaggio. Magari insieme ai genitori.

di Giacinto Miggiano

Direttore del Centro di ricerche in nutrizione umana Università Cattolica Sacro Cuore, Roma

da "Il Messaggero" del 6 febbraio 2003

 
 

 

    

     

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