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Depressione post
partum: che cos'è e come affrontarla
7/11/2003 - Italia salute di Dott. Luigi Mastronardi
Dopo la nascita di un bambino può capitare che la donna non si senta
così felice come pensava di essere. Al contrario, può sentirsi triste
senza motivo, irritabile, incline al pianto, “inadeguata” nei confronti
dei nuovi ed impegnativi compiti che la attendono.
Nella maggior parte dei casi questo stato d’animo e del tutto
fisiologico e passeggero, nel giro di pochi giorni, questi sentimenti
negativi passano e la donna può godere appieno della vicinanza del suo
piccolo. Si parla in questi casi di “baby blues”, uno stato depressivo
temporaneo e senza nessuna conseguenza. Si stima che circa il 70%-80%
delle donne soffra di questo disturbo.
Ben più seria, e sicuramente da affrontare con l’aiuto di uno
specialista, è la “depressione post-partum”, che colpisce circa il 10%
delle donne che hanno avuto da poco un bambino. La depressione
post-partum può verificarsi indipendentemente dall’ordine di nascita del
bambino: non è detto che una madre che non ne abbia sofferto in seguito
alla nascita del primo figlio non possa soffrirne dopo la nascita di
altri figli.
Nessuno sa dire con certezza cosa provochi la depressione post-partum.
Certamente si possono identificare una serie di cambiamenti che
avvengono dopo il parto e che possono portare ad uno stato depressivo:
Cambiamenti a livello fisico
Il livello di ormoni quali l’estrogeno e il progesterone cade
drammaticamente nelle ore successive al parto.
Può essere presente una spossatezza dovuta al travaglio e al parto o
alla necessità di riprendersi da un intervento chirurgico in caso di
taglio cesareo.
Aspetti emotivi che possono influire sull’autostima della donna e sulla
sua capacità di affrontare lo stress del puerperio:
- Sensazione di inadeguatezza
- Percezione di uno scarso sostegno da parte del partner
- Aver vissuto di recente eventi stressanti importanti
Credenze rispetto all’essere madre:
“La maternità è una questione di istinto”. Non è facile gestire un
neonato. Alcuni aspetti della cura di un neonato vanno appresi, così
come qualsiasi altra abilità nella vita.
“Mio figlio sarà perfetto”. Non sempre (o quasi mai) i bambini sono così
come ce li siamo immaginati. A cominciare dall’aspetto fisico, per non
parlare dei ritmi sonno-veglia, dell’alimentazione, etc.
“Sarò una madre perfetta”. Una donna può pensare di non essere
all’altezza del suo compito, di essere inetta se non riesce a fare
“tutto e bene”.
I sintomi che possono far sospettare una depressione post-partum
includono:
- Sentirsi quasi sempre irrequiete o irritabili
- Sentirsi tristi, depresse o avere molta voglia di piangere
- Non avere energie
- Mal di testa, dolori addominali, tachicardia, difficoltà a respirare.
- Insonnia
- Inappetenza e perdita di peso
- Mangiare in maniera eccessiva e soprappeso
- Difficoltà di concentrazione e di memoria; non riuscire a prendere
delle decisioni
- Preoccupazione costante nei confronti del bambino (in assenza di
problemi oggettivi)
- Disinteresse nei confronti del bambino
- Sentimenti di colpa e di disistima
- Timore di poter fare del male al bambino o a voi stesse
- Perdita di interesse o piacere in ciò che si fa.
Cosa può fare una donna che sta sperimentando questi sintomi?
Innanzitutto se lo stato depressivo è serio e interferisce con lo
svolgimento delle nostre attività quotidiane non esitiamo a rivolgerci
ad uno specialista. Potrebbe essere anche necessario assumere dei
farmaci per un periodo. E’ importante affrontare seriamente la
depressione post-partum perché può avere delle conseguenze a lungo
termine sulla vita della donna che la sta sperimentando e su quelle
della sua famiglia, soprattutto del neonato. Se invece stiamo
sperimentando alcuni dei sintomi su elencati ma essi non interferiscono
pesantemente con la nostra vita quotidiana ecco cosa possiamo fare per
evitare che il nostro stato depressivo si aggravi e per ritrovare il
benessere perduto:
- Cerchiamo qualcuno con cui poter parlare di come ci sentiamo. Parlare
con altre mamme e sentire che non siamo sole può aiutarci a vivere il
nostro stato d’animo in maniera diversa
- Prendiamoci del tempo per stare con il nostro partner e parlare di
quanto sia cambiata la nostra vita. Esprimiamo sinceramente i nostri
sentimenti e le nostre preoccupazioni.
- Lasciamo che amici e parenti ci diano una mano nella gestione della
casa e del bambino. Facciamoci aiutare nelle faccende domestiche e
deleghiamo anche qualche pasto notturno al papà (se si allatta al seno
si può sempre tirare il latte con un tiralatte e conservarlo in frigo o
in freezer, al momento opportuno il papà potrà offrirlo al piccolo con
il biberon).
- Prendiamoci del tempo per noi stesse, anche solo 15 minuti al giorno.
Possiamo leggere, dedicarci a creare qualcosa, fare un bagno, meditare,
insomma dedicarci a qualcosa che ci dia piacere e ci rilassi.
- Cerchiamo di riposare. Approfittiamo dei momenti in cui il piccolo
dorme.
- Facciamo attività fisica. E’ sufficiente fare qualche giro intorno
all’isolato: l’aumento del metabolismo e il fatto di ‘aver preso aria’,
arrecherà un immediato benessere psicofisico.
- Rilassiamoci. Respiriamo profondamente e facciamo ricorso ad immagini
rilassanti, per ritrovare uno stato di calma e serenità.
- Nutriamoci bene, prediligendo, frutta, cereali e verdura. Limitiamo
l’uso di caffeina, alcol e zuccheri.
- Teniamo un diario. Scrivere dei nostri sentimenti ed emozioni può
essere un modo per “scaricarci”. Appena ci sentiremo meglio potremmo
rileggere il diario e notare i progressi fatti.
- Accontentiamoci di portare a termine anche una sola cosa in una
giornata. Ci saranno giorni in cui non saremo riusciti a concludere
niente: accade a molti neo-genitori.
- Ricordiamoci che è normale sentirci sopraffatte dai tanti nuovi
impegni. Ci vuole del tempo per adattarsi ai cambiamenti che un figlio
comporta.
- Soprattutto, cerchiamo di mantenere il legame con nostro figlio.
Non è facile quando si è depresse, ma è fondamentale per un neonato
poter mantenere un legame con la propria madre per un’adeguata crescita
fisica ed emotiva. Ecco cosa possiamo fare praticamente per mantenere
questo legame:
- Allattiamo spesso (ogni 2-3 ore), appartandoci in un posto tranquillo
in cui sappiamo che non saremo disturbate. Rilassiamoci, cerchiamo di
godere del contatto con il bambino, guardandolo negli occhi. Lo stesso
vale se il nostro bambino non è allattato al seno, ma con il biberon,
lasciando però trascorrere il tempo necessario tra una poppata e
l’altra.
- Facciamo in modo che il bambino possa riposare in un luogo tranquillo
e approfittiamone per riposare anche noi insieme a lui. Il riposo è
fondamentale per entrambi.
- Prendiamo spesso in braccio il bambino e parliamogli dolcemente.
-Cambiamogli spesso il pannolino, facciamo in modo che non senta troppo
caldo o troppo freddo.
- Coinvolgiamo il partner, parenti e amici nella cura del bambino.
- Se abbiamo già un bambino, ricordiamoci che potrebbe soffrire per la
quantità di attenzioni prestate al nuovo arrivato. Prendiamoci del tempo
per stare con ognuno dei bambini e dimostriamo ad entrambi il nostro
affetto. - Incoraggiamo il bambino più grande a prendersi cura o a
giocare con il neonato.
- Non rintaniamoci in casa: uscire con il nostro bambino farà bene ad
entrambi.
- Se ci sentiamo sole, stanche, frustrate o arrabbiate, lasciamo
pure il bambino a qualcuno di cui ci fidiamo e prendiamoci del tempo per
noi stesse. Non sentiamoci in colpa per questo. Solo se saremo serene
potremo trasmettere benessere e serenità ai nostri figli: quindi
facciamo del nostro meglio per farci del bene.
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